Libertà e Partecipazione: prototipo di una possibile architettura democratica Dalla protesta spontanea all’organizzazione politica. Democrazia interna ai partiti. Commento personale Gian.

Libertà e Partecipazione: prototipo di una possibile architettura democratica

2023-10-23_Prototipo.pdf – Google Drive

Commento Gian:

Posto che lo scopo sia costruire una vera democrazia e non rinnovare la partitocrazia,  il processo dovrebbe nascere dalla diffusa conoscenza del principio democratico della uguaglianza sostanziale del  “diritto – potere” e dalla sua pratica.
”  I Cittadini hanno uguale potere di parola, proposta, delibera, esecuzione e controllo”.
 
L’idea di base consiste nel fatto che la sovranità, all’interno di una comunità politica, deve risiedere sempre e solo nella sua base più ampia e che la assemblea generale democraticamente organizzata  nei territori federati è il solo luogo e metodo che permette il manifestarsi appropriato ed efficace della volontà generale della comunità politica secondo un fluire ascendente e strettamente sussidiario. Il primo passo è quello di far conoscere e diffondere la pratica della modalità democratica in modo che i Cittadini nelle loro realtà si aggreghino tra parimenti responsabili  (federazione)  sulla base di questo principio che è il solo “pomerium”, il tracciato sacro entro cui muoversi, la sola regola, l’unico limite invalicabile accettato da tutti. Nessun “ Manifesto “ e “ Programma” prestabiliti se non quello della applicazione della democrazia sostanziale nella modalità operativa progressiva più idonea e cioè della assemblea fisica (sincrona) e telematica (asincrona) permanente, ambiti della sovranità dei singoli, delle loro maggioranze, della volontà generale, dove ogni decisione viene presa, dove ogni legittimo, riconosciuto e condiviso “ Manifesto e Programma “ nascono, si precisano e sono portati avanti in tempo reale anche attraverso specifica delega esecutiva agli Organismi interni del “Partito” ( inteso puramente e strettamente come “ponte elettorale” ), ma ancor meglio dei diretti delegati nelle istituzioni.
La gemmazione di un numero adeguato di cellule democratiche nel Paese, Cittadini e gruppi, permette di costituire uno strumento elettorale (partito) di qualità altrettanto affine dato che chi è culturalmente formato secondo democrazia, cerca, seleziona e si unisce di conseguenza: difficilmente mette consciamente il collo nel cappio di una organizzazione non democratica e piramidale.
Inizialmente la proposta di dar vita al “ Partito “  può anche nascere da pochi individui, ma in situazione di libertà di scelta e aggregazione, il suo successo passa dalla voglia dei tanti a federarsi con lui. 
E cosa spinge i tanti stanchi di sbattere il muso, a partecipare, se non la verifica che in quella  organizzazione, la vita democratica interna corrisponde alle loro aspettative ed esigenze, dove ognuno si sente realmente co-partecipe e co-sovrano?
Il “partito-ponte elettorale” si costituisce così progressivamente come confederazione di Cittadini tra loro federati: tutto promana dal Cittadino, dalla sua volontà, dal suo impegno: lui è Capo di se stesso e concorre direttamente alle decisioni comuni, nella società e nel partito.
Va ricordato sempre che il soggetto protagonista è la società democratica con il suo voler esprimersi anche attraverso uno strumento di servizio politico che le permette di avere una rappresentanza nelle istituzioni secondo le normative vigenti che prevedono il passaggio elettorale di Cittadini associati in “partito”.
E’ il Cittadino stesso che può e deve decidere come usare il suo diritto di elettorato attivo e passivo e le procedure necessarie e non la segreteria di partito. Il Cittadino decide quale è il suo Programma politico, il Cittadino lo presenta agli altri Cittadini, e sulla base di questo gli altri Cittadini confrontano, selezionano e scelgono i loro Delegati – Rappresentanti.
Senza interferenze esterne. Senza capi e segreterie: da Cittadino a Cittadino.
Da sovrano a sovrano. Le deleghe interne alla organizzazione elettorale (“partito”) sempre e solo esecutive, funzionano con cessione individuale diretta di una quota personale al particolare delegato.
Quota ritirabile in ogni momento ad insindacabile volontà del Cittadino/Socio che ha in se stesso capacità di giudizio per valutare anche le conseguenze.
L’idea che siano necessari comitati ristretti, “cerchi magici” di sapientoni, spesso chiamati Comitato Centrale o Direttivo o Direttorio o Segreteria Politica, che dirigono la vita interna della organizzazione, va contrastata per lasciare posto alla idea che la volontà generale che nasce dalla libera ed aperta partecipazione egualitaria ed inclusiva di tutti ( per carità niente esami di ammissione, ma eventualmente solo la prova al diritto di esercizio del diritto elettorale) sia in grado di trovare le migliori soluzioni.
Ricordando che ognuno può proporre, ma la decisione è di tutti.
Niente Organismi interni decisionali destinati alla autoreferenzialità e alla spocchia personalistica più o meno orientata al balzo di posizione istituzionale, ma democrazia interna in forma diretta con deleghe solo esecutive ben delineate nei tempi e nei modi e sempre revocabili. Cariche interne solo in quanto previste dalle leggi, ma sempre a turnazione condivisa.
Per quel che riguarda la formazione delle liste elettorali dei vari livelli istituzionali, si rimanda alle procedure previste dalla “ Lista delle Candidature Dirette”.

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